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Storia del Comune

Entrando nella Valle di Primiero attraverso la stretta gola dello Schener, ad un certo punto la valle si allarga con unamagnifica visione del Gruppo delle Pale di San Martino.
E' in questo luogo che sorge, sulla destra orografica del torrente Cismon, il paese di Imer.
La sua altitudine slm. è di 670 m. ed è posto in declivio ai piedi delle cime Arinaz m.1465 e Redasega m.1497, mentre a mattina guarda la catena delle Vette Feltrine con la piramide del Monte Pavione di m.2335.
La sua massima altitudine territoriale va dai 2175 m. alle falde del Pavione ai 2467 m. di cima Scanaiol, estendendosi su una superficie di 2.845 ettari.
Il nome IMER deriva dal latino "imus" il più basso o paese sul fondovalle.
Il nome cambiò nei tempi varie forme di ortografia; dalla prima conosciuta di Imero nel 1206, a Ymero 1269, a Ymeri nel 1303, a Imer nel 1474. Pare che nel passato esistesse anche una prima chiesetta dedicata a San Imerio o Imero, un Santo Svizzero morto nel 612, ma questa devozione è successiva ai primi abitanti del luogo.
L'origine di Imer può risalire al V° o al VI° secolo d.C.; lo conferma una recente scoperta di una tomba longobarda, i cui reperti sono stati classificati risalenti al VI° secolo d.C..
La storia ci presenta, poco dopo l'anno mille, una valle abitata e organizzata in quattro columeli: "Tonadigo, Siror con Transacqua, Mezzano, Imer con Canal Sambugo". Pare geograficamente non ottimale l'unione di Siror con Transacqua e di Imer con Canal San Bovo.
Nel 1367 il giurisdicente della Valle di Primiero, diede gli Statuti ai suoi sudditi, avallando antiche consuetudini e dettando altrettante norme severe contro i trasgressori.
Il primo libro inizia in onore dell'Onnipotente Dio, della gloriosa Vergine Maria, dei beati apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi di Dio: Vittore, Marco evangelista, Andrea apostolo, Giorgio, Bartolomeo apostolo. Cioè dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Imer, e dei Santi protettori di tutti gli altri paesi della valle.
Il 7 febbraio 1794 Imer propose "all'Inclito I.R. Capitanato del Circolo ai confini d'Italia" una "supplica della Comunità per la benigna licenza di venire alla divisione de'beni colla Comunità di Canale".

I canalini scrivevano alla "Superiorità Locale" dimostrando che Imer e Canale formarono da sempre una sola comunità e che nessuno può indicare una data in cui furono uniti o "formassero separato corpo e possedessero beni divisi". La divisione fra Imer e Canale non trovava opposizione alcuna, nè fra i contendenti, nè fra l'autorità tirolese preposta.
Il contendere era sul come dividere il patrimonio, in che misura doveva avvenire, se in base al numero degli abitanti o, come sempre praticato, in base alle entrate e spese: due terzi a Canale e un terzo a Imer.
Il 18 maggio 1795 "dopo maturo esame degli atti voluminosi ventilati fra gli pubblici di Imer e Canale" sentenziarono "che la divisione si faccia per quinto, accordando quattro parti a Canale ed una ad Imer".
Nasceva così il COMUNE DI IMER, con una popolazione di 700 abitanti, quasi tutti contadini e con tanti problemi per poter vivere discretamente.
Dal 1805 al 1813 vi fu un periodo difficile causa l'occupazione francese e bavarese, mentre sul finire del XIX° secolo sorse il grave problema dell'emigrazione oltre oceano.
La grande guerra 1914 - 1918 portò Imer al mutamento di nazionalità; dall'Impero Austro-Ungarico al Regno d'Italia. Nel dopo guerra sorse un regime che mirava a concentrare i poteri con un sistema dittatoriale e, quale primo atto, vennero sostituiti i Sindaci democraticamente eletti con un Podestà di nomina prefettizia.
L'ordinanza del 16 maggio 1926 diceva che questo "non significa unione di Comuni o loro Consorzio; ogni singolo comune continuerà nella sua vita autonoma".
Il 27 maggio 1926 il sindaco pro-tempore consegnava il Comune nelle mani del Podestà.
Con R.D. del 15 dicembre 1927 Imer veniva unito con Mezzano, formando il Comune di Mezzano-Imer.
Dal 1940 al 1945 una seconda guerra mondiale cambio le sorti dei popoli e, in Italia, si concluse con la fine del sistema fascista.
Il popolo chiese il ripristino dei singoli Comuni di un tempo.
Il 19 maggio 1946 i contribuenti del Comune furono chiamati ad apporre la loro firma sulla opportunità di tornare ai due comuni autonomi.
La relativa delibera della Giunta Municipale di Mezzano-Imer dice: "ritenuto che le domande presentate rappresentano il pensiero della quasi totalità dei cittadini del Comune; La Giunta Municipale a voti unanimi delibera di esprimere parere favorevole alla ricostituzione delle due frazioni di Mezzano e Imer in Comune autonomo come erano anteriormente alla fusione fatta con Regio Decreto".
Il 21 gennaio 1947 il Capo provvisorio dello Stato sottoscriveva il Decreto per la ricomposizione dei comuni di Mezzano e Imer.
Il 5 maggio 1947 furono riaperte le porte del Municipio e gli uffici comunali ripresero l'attività.

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